TREKKING VIAGGI NATURA



L'Alta Via n.1, conosciuta come "la classica", attraversa il cuore delle imponenti vette delle Dolomiti partendo dal Lago di Braies, in provincia di Bolzano, per arrivare a Belluno, lungo un percorso di circa 125 chilometri.

Stupefacente è la varietà degli ambienti che si susseguono. Tra pareti alte centinaia di metri e incantevoli laghetti, al cospetto dei gruppi montuosi che hanno fatto la storia dell'alpinismo, l'Alta Via è frequentata da escursionisti e appassionati della natura alpina che amano trascorrere le serate nei rifugi da dove talora è possibile ammirare il leggendario spettacolo dell'Enrosadira.

L'itinerario inizia dalle Dolomiti di Braies e attraversa la "Strada delle Dolomiti" che domina dall'alto la superba conca di Cortina d'Ampezzo, sfiora le Cinque Torri, una delle più rinomate palestre d'arrampicata, e il Nuvolau da dove si apre uno dei più bei balconi naturali di tutte le Dolomiti. Dalla Croda da Lago, il percorso, sempre agevole, si affaccia alla Val di Zoldo. Dopo il passaggio sotto le pareti del Pelmo, tra i primi ad essere scalato alla fine del diciannovesimo secolo, e del massiccio del Civetta si arriva alle incontaminate valli del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. L'itinerario si conclude proprio nel capoluogo alpino di Belluno.

Sono previste diverse varianti ed "ascensioni raccomandate" ai margini del percorso base e alcune, pur senza presentare particolari difficoltà alpinistiche, richiedono una minima esperienza.



Tra l'estremo margine nord occidentale delle Dolomiti e le Prealpi che guardano la pianura veneta, si snoda l'Alta Via delle Dolomiti n.2affascinante percorso che collega la millenaria città storica di Bressanone fino a Feltre, città antichissima, divenuta nei secoli nucleo di civiltà veneta ai piedi del baluardo alpino. L'itinerario si svolge per pendici, pascoli, boschi e in prevalenza su terreno roccioso e sentieri sempre ben segnalati che permettono agli escursionisti di godere di alcuni tra gli scenari più belli dell'arco alpino e al contempo di ripercorre anche tratti di un'antica via transalpina, la Claudia Augusta Altinate, che collegava l'Adriatico con il bacino del Danubio.

L’itinerario è detto anche Alta Via delle Leggende per l'aria fiabesca che avvolge il percorso, sulla scia di miti e racconti fantastici tramandati dalle popolazioni locali, tra diavoli, streghe e orchi, come la dantesca Piazza del Diavolo che giace in fondo ad una conca selvaggia delle Vette Feltrine.
I gruppi che si attraversano durante le tappe previste sono fra i più classici delle Dolomiti, dal massiccio del Sella alla Marmolada e al Gruppo delle Pale di San Martino fino alle Alpi Feltrine.

Spostandosi da una valle all'altra e da un rifugio all'altro, panorami sempre nuovi accolgono gli ospiti di questo percorso, così l’eventuale variante alla Marmolada, la Regina delle Dolomiti, prevede l'attraversamento di ghiacciai crepacciati e richiede un adeguato equipaggiamento, mentre il sentiero che attraversa le Pale di San Martino si snoda tra campanili di roccia e antiche morene.
Dal bivio con sent. 803 per Forcella Scàrnia è possibile una digressione verso una grotta naturale, la Busa del Giazz, dove un tempo veniva prelevato il ghiaccio che serviva alla città di Feltre e alla Antica Birreria Pedavena.

Sono previste diverse varianti ed "ascensioni raccomandate" ai margini del percorso base, e alcune, pur senza presentare particolari difficoltà alpinistiche, richiedono una minima esperienza.

L'Alta Via delle Dolomiti n.3 parte dalla Pusteria e termina nella Valle del Piave, precisamente a Longarone.

Nel cuore delle Dolomiti Orientali, tra paesaggi alpestri molto diversi, ambienti ora selvaggi ora quasi bucolici, il contatto con la natura e un ricchissimo mondo animale è molto intenso. Per questo la via n. 3 è detta “Alta Via dei camosci”, perché i sentieri seguono spesso le tracce di questi speciali "abitanti" delle montagne.

Il percorso porta il camminatore a scoprire gruppi famosi come le Tre Cime di Lavaredo, il Cristallo e il Monte Pelmo, i massicci montuosi del Monte Piana, del Sorapìss, del Monte Rite e del Bosconero. Ma è possibile intraprendere il trekking anche da Misurina, dove si può alloggiare direttamente sulle sponde del lago e ai piedi delle imponenti pareti delle Tre Cime di Lavaredo.

Per gli escursionisti più esperti e allenati, dal Passo Tre Croci si possono raggiungere gli attacchi delle ferrate che portano al Cristallo, immergendosi fra i resti delle postazioni della Grande Guerra. Dal Rifugio Venezia invece è possibile affrontare la salita al sovrastante Pelmo, quindi, nel tratto successivo dell'Alta Via, si possono ammirare l'Alta Valle del Piave, la Valle del Boite e la Val di Zoldo.

In cima al Monte Rite, sul luogo delle fortificazioni costruite nella Prima Guerra Mondiale, sorge ora il Museo nelle Nuvole che merita una visita. Un servizio di navetta collega il Museo e l'annesso rifugio con Forcella Cibiana.

Punto d'arrivo è il paese di Longarone, la cui notorietà è tristemente legata alla tragedia della diga del Vajont.

Denominata l'Alta Via di Grohmann, in onore del famoso esploratore viennese che a metà dell'800 scalò per primo alcune delle più importanti vette dolomitiche, l’Alta Via n. 4 attraversa alcuni tra i più celebri gruppi montuosi delle Dolomiti. Partendo da San Candido in Pusterìa e arrivando a Pieve di Cadore, in provincia di Belluno, questo avvincente itinerario si snoda per circa 85 chilometri tra mulattiere, numerosi sentieri e diversi percorsi attrezzati. La generosa presenza di strutture ricettive fa sì che si tratti di uno degli itinerari più apprezzati.

Nella prima parte ci si trova in un ambiente severo, al cospetto delle meravigliose Tre Cime di Lavaredo, mentre i tratti successivi portano ad affrontare aree ben più selvagge e meno frequentate, dal gruppo dei Cadini di Misurina al maestoso gruppo del Sorapìss fino al più solitario Antelao. Di grande interesse è il tratto che va dal Rifugio Fonda Savio al Rifugio Città di Carpi, con una variante dedicata agli alpinisti esperti che, attraverso una ferrata in circa due ore e mezza di salita potranno raggiungere la sommità della Cima Ciadìn Nord Est.

Dal Rifugio Città di Carpi, seguendo il Sentiero 120 e oltrepassando la Forcella Maràia (2101 m) si arriva a Misurina e al Rifugio Vandelli. Un lungo sentiero, con ferrata e percorsi attrezzati, conduce fino all'Antelao, dove il paesaggio è davvero suggestivo e dove dominano la Forcella del Ghiaccio Superiore e la Croda di San Pietro.

Nella parte finale, proprio nella zona del massiccio dell'Antelao, il percorso dell'Alta Via si interseca con quello della "consorella" Alta Via n. 5 con la quale prosegue fino al termine a Pieve di Cadore, paese che ha dato i natali al grande pittore italiano Tiziano Vecellio.


Da Sesto, in Pusteria, l'Alta Via delle Dolomiti n. 5 approda a Pieve di Cadore percorrendo i cento chilometri che separano le due cittadine, nel segno di Tiziano. L'itinerario è dedicato, infatti, al pittore rinascimentale, celebre figlio del Cadore.

Per un buon escursionista il percorso di base si svolge, per quanto riguarda soprattutto la Croda dei Tòni e l'Antelao, su sentieri non particolarmente faticosi e sempre attrezzati, mentre è più impegnativo sulle Marmaròle, gruppo montuoso che per la vicinanza con vette più conosciute e per la carenza dei punti di appoggio, è ancor oggi considerato un luogo selvaggio e decisamente affascinante.
Attraverso i ghiaioni della Croda dei Toni, si arriva al rifugio Giosuè Carducci e si può proseguire, per un tratto estremamente semplice fino alla cittadina di Auronzo di Cadore.

Grandiosi i panorami sulle Dolomiti orientali orientali oltre la Val d'Ansièi su Popèra, Cadìni e sulle Tre Cime di Lavaredo mentre si prosegue, con la IV^ tappa, sul versante Nord delle Marmarole verso il bivacco “Rifugio Tiziano”.

Dal Rifugio Galassi poi è possibile raggiungere la vetta dell'Antelao (3264 metri), tenendo presente che l'ascensione, oltre ad essere “alpinistica”, richiede, fra salita e discesa, un'intera giornata. Proprio nella zona del massiccio dell'Antelao, l'Alta Via n.5 interseca l'Alta Via n. 4 e prosegue con lo stesso percorso fino a Pieve di Cadore e al Lago del Centro Cadore, il secondo lago per ampiezza della regione. Vale la pena di trascorrere un breve soggiorno nel paese che ha dato i natali a Tiziano cui oggi si può ammirare la casa natale e il dipinto "La Madonna con bambino" conservato nella Chiesa di Santa Maria Nascente.

Parte dalle sorgenti del fiume Piave alle pendici del monte Peralba, corre lungo tracciati segnalati a volte incerti e severi, attraversa le montagne dolomitiche per raggiungere Vittorio Veneto in provincia di Treviso.

E' l'Alta Via n. 6, conosciuta anche con il nome di Alta via dei Silenzi, sentiero lungo circa 180 chilometri che si snoda attraverso i gruppi montuosi del Rinaldo, delle Tèrze e Clap, dei Monti di Sàuris, del Tiàrfin, del Crìdola, degli Spalti e Monfalconi del Duranno-Cima dei Preti e del Col Nudo-Cavallo.


Fra queste montagne l'ambiente appare solitario e selvaggio, offre grandi vedute su spazi ampi e maestosi e l'isolamento è idilliaco. Si tratta infatti di zone che nel corso degli anni hanno subito un forte spopolamento, da qui il battesimo di Toni Sanmarchi, ideatore di molti percorsi, che ha dedicato questa via al silenzio. Formata da ampi sentieri e mulattiere, l'Alta Via n. 6 non presenta difficoltà particolari su roccia ma sono frequenti tratti su terreno insidioso, più difficili e lontani da rifugi, esposti a repentini cambiamenti climatici.

Per questi motivi chi volesse affrontare il sentiero rispettando rigorosamente la tabella di marcia, sia gli scalatori che i turisti, dovrà possedere una solida base di allenamento.